Ma che vita la mia 2014 - Roby Facchinetti

Ma che vita la mia 2014

Roby Facchinetti torna con un album di inediti da solista a oltre 20 anni dal precedente “Fai col cuore” (1993) e 30 anni dopo l’omonimo “Roby Facchinetti” (1984).

Ma che vita la miacontiene gli ultimi brani nati dalla collaborazione tra Roby Facchinetti (musiche), e Valerio Negrini (testi), fondatore e storico paroliere dei POOH.

Racconta Roby Facchinetti in merito al primo singolo “Un mondo che non c’è”: «In questo brano Valerio racconta che musica e poesia possono guarirci, sempre. Bisogna però che ripartiamo da noi stessi, per riuscire a realizzare i sogni del mondo». Questa la tracklist dell’album: Il volo di Haziel(brano strumentale); “Ma che vita la mia”; “Un mondo che non c’è”; “È per me”; “Vola che non sei sola”; “Ieri oggi e per sempre”; “Il tempo di guardare la luna”; “Bugie”;Gocce nel mare”; “Poeta” (brano strumentale).

IL VOLO DI HAZIEL (Strumentale)

Haziel è il mio angelo custode. Ho sempre creduto di avere accanto qualcuno capace di sostenermi, e ho scoperto che il protettore dei nati fra il 1° e il 15 maggio è questo cherubino il cui nome significa “Dio misericordioso”. L’articolata ouverture dell’album evoca il volo dell’angelo, fra venti favorevoli e contrari, anticipando i vari mondi sonori dell’intero disco in una cavalcata dal sapore rock sinfonico. Ma screziata in modo moderno, già contrappuntata dalla voce della soprano Valeria Caponnetto Delleani usata come strumento, e con la sfida compositiva di lasciar fluire in naturalezza i passaggi da un tema all’altro. Perché il vento che accompagna il volo degli angeli è infinito.

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MA CHE VITA LA MIA

Sono una persona fortunata, che può raccontare agli altri molta vita: e soprattutto molte cose belle, vissute sul palco e nel privato. In questo brano la mia voce è supportata dalle mie tastiere e dai ritmi con cui Danilo Ballo ha saputo colorare l’incedere del pezzo: solare, sincero, energico, come credo di essere io. “Ho cantato a voce piena le mie normalità  /  E anch’io come te ho ancora una valigia piena di sogni a metà”. Ecco, vorrei condividere con gli altri i miei quarti d’ora di gloria, dicendo che li ho ottenuti grazie alla gioia di far musica: la musica, battendo il tempo, a volte ci aiuta pure a sconfiggerlo. Realizzando noi stessi.

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Ho davanti ancora vita, anzi spero di più ma ne ho già da raccontarti. Non è stata una vacanza e nemmeno galera né rimpianti, né rimorsi. Ho anche avuto più cuori ma ho messo al mondo figli migliori di me, quanto di me c’è in loro la vita lo dirà. Non ho fatto il missionario, ho fatto danni e magie per bisogno e per amore e alle donne ho regalato straordinarie bugie con in tasca mille lire. Dillo pure di me che nel momento giusto al posto giusto ero lì forse sì. E nei sogni e nei guai che sia quello che sia mai mi scordo un amico, poi c’è chi non lo è più e anche chi non c’è più ma fa parte del gioco. Ho il mio quarto d’ora di gloria e frane di malinconia, ma che vita la mia. Ho cantato a voce piena le mie normalità ed i miei castelli in aria, poi lontano dalla scena ho incontrato città che ti fan mancare l’aria. Però anch’io come te ho ancora una valigia di sogni a metà da riempire. Poi succede anche a me di non farcela più o di farcela appena. Siamo uguali io e te, stiam volando su e giù sulla stessa altalena. Fra il mio quarto d’ora di gloria e tempi che scappano via ho una vita, la mia… coro: Ho il mio quarto d’ora di gloria e frane di malinconia, ma che vita la mia. Ho il mio quarto d’ora di gloria e frane di malinconia, ma che vita la mia. Ho il mio quarto d’ora di gloria e tempi che scappano via…

UN MONDO CHE NON C'E'

Suoni e ritmica fin da subito sono diversi. Perché qui Valerio racconta che musica e poesia possono guarirci, sempre. Bisogna però che ripartiamo da noi stessi, per riuscire a realizzare i sogni del mondo. “Vorrei sdraiare il cielo su chi non ce l’ha / Ma perché il traguardo di tutti gli amori è un mondo che non c’è? / Perché non si può diventare migliori partendo da me?”. Noi siamo gli altri, aiutandoci aiutiamo il mondo. Io ho provato a dirlo con sonorità tastieristiche molto mie, lasciando tanto spazio fra strumenti e voce perché in chi ascolta spero nasca l’emozione che vivere vuol dire andare oltre. “Eppure vivere non è solo mestiere / è violenza da fermare, innocenza da stupire / senza mai scappare via dalla realtà / Vivere è aggiustare quello che non va”.

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Ti porterò dove la vita fa cantare anche chi stona e chi si perde nel deserto può far piovere dalla luna. Voglio portarti dove il tempo ti accarezza e non fa male e quando scoppia un temporale nessun fiume straripa mai. E non ci son sorrisi amari dietro i baci né bambini che per gioco fingon di essere felici senza aria nei palloni e senza Dio, dove darsi un po’ di tregua non è sempre dirsi addio e vorrei dividere con te la mia libertà e sdraiare un cielo su chi non ce l’ha. Ma perché ma perché il traguardo di tutti gli amori è un mondo che non c’è. Ma perché ma perché non si può diventare migliori ma perché. E invece no, chiudiamo gli occhi o tutt’al più ce li asciughiamo dichiarandoci innocenti con il telecomando in mano e sventoliamo le promesse e le bandiere dai balconi e ai figli nuovi e ai nuovi amori offriamo l’isola che non c’è. Eppure vivere non è solo un mestiere è violenza da fermare, è innocenza da stupire senza mai scappare via dalla realtà. Vivere vuol dire ho pianto perché stavo troppo bene e ho piantato un seme che vivrà nella siccità. Vivere è aggiustare quello che non va. Ma perché ma perché il traguardo di tutti gli amori è un mondo che non c’è. Ma perché ma perché non si può diventare migliori partendo da me. strum. Ma perché ma perché non si può diventare migliori partendo da me, da me, da me.

E' PER ME

Valerio ha sempre descritto le donne come pochi, con la capacità di leggere il loro mistero. Questa canzone è un ringraziamento a quanto l’universo femminile fa per noi uomini. “E’ per me che hai prenotato su una stella / per ballare e risposarci prima o poi… / E’ per me che hai messo in pausa il tuo lavoro / perché il nostro amore venga sempre prima”. Ho cantato queste parole osando suoni diversi dai soliti, ma soprattutto vestendole di sapori classici con molto pudore: perché non volevo sciupare la poesia di Valerio, volevo darle sfogo. Con la mia voce e i miei strumenti.

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È per me che più sei stanca più sei bella di una favola moderna siamo eroi. È per me che hai prenotato su una stella per ballare e risposarci prima o poi. Sei il mio sasso nella fionda e la mia onda è per me che ti dimentichi di te. È per me, è per me, soltanto per me. È per me che hai messo in piedi un bel domani su un pianeta che traballa sempre più. È per me che hai sciolto il ghiaccio con le mani ripescando un cuore che affondava giù. È per me che hai detto: questa è la mia vita contro lacrime ricatti e ipocrisia, è per me che al lupo hai perdonato il vizio di vederci anche di notte, di esser vivo. È per me che tieni il fiato e mi dai spazio e a ogni anniversario scatta un anno nuovo. Per amore dell’amore so che hai perso molti treni ti rimborso, te lo giuro, lo farò. È per me che spargi stelle sul cuscino col panino giusto all’alba di un picnic. È per me il biglietto di San Valentino che racconta la bambina che c’è in te. È per me che ti trasformi in un giaguaro contro chi finge di amarmi e non lo fa. È per me che hai messo in pausa il tuo lavoro perché il nostro amore venga sempre prima, mi hai svuotato le cantine del dolore perché il tempo mi dia tempo di viaggiare. È per noi che neve e sole fanno il mare a primavera grazie di esserci per me.

VOLA CHE NON SEI SOLA

Una struttura da ballad tradizionale colorata di echi contemporanei grazie al lavoro di Danilo. Qui al centro c’è la normalità degli affetti, un mondo necessario che non sempre capiamo e rispettiamo, e che la canzone prova a far emergere dando al testo profondità di suoni e interpretazione. Perché nessuno è solo, al mondo: “In questo mondo muri alti fino al cielo non ce n’è / Basta coprirsi bene e rischiare un po’”. Fra gli archi e l’organo, volevo gridare, con delicatezza, queste piccole, grandi, necessarie verità. Tutti, in fondo, possiamo volare.

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C’è la tua amica che aspetta un figlio, chi ti ha mai detto che non ne voglio, dimmi soltanto che sei pronta tu. Guardati e guardami fra la gente non siamo un quadro insignificante anche con qualche strappo qua e là. E forse è meglio cambiar cuscino se hai fatto un’altra volta il brutto sogno, che non ti amavo più. Vola che non sei sola, e se manca l’aria noi ce la inventiamo, e in questo mondo muri alti fino al cielo non ce n’è, basta coprirsi bene e rischiare un po’! L’amore nostro ne ha viste tante può capottare e non farsi niente Dio non avrà in agenda i nostri guai ma non ce l’ha con noi, non sei sola, vola. strum. Oggi non è il nostro anniversario, ma innamorarsi ogni giorno è meglio fammi sognare quel che sogni tu. C’era una volta un albergo al mare, dove nascevan progetti straordinari ci voglio ritornare. Vola che non sei sola, e se manca l’aria noi ce la inventiamo. Siamo più forti, di qualunque cattiveria e gelosia e c’è anche chi ci ama tu ci creda o no. Dai nostri primi castelli in aria è un grattacielo che sta nascendo, è una scommessa da un miliardo e più non guardare giù non sei sola, vola. strum. vola che non sei sola e se manca l’aria noi ce la inventiamo. Siamo più forti, di qualunque cattiveria e gelosia e c’è anche chi ci ama tu ci creda o no vola…Vola…Vola…

IERI OGGI E PER SEMPRE

L’anima più pop del disco è in questo brano, che comunque nell’arrangiamento riecheggia anche un poco del mio amore per le partiture liriche. “Dichiariamoci vivi, coloriamo le onde, maltrattiamo i cattivi” sono parole d’ordine per vivere ancora e vivere meglio, che potevano essere cantate solo nella semplicità di una melodia che si apre: fidandomi di quella musica “popolare” che punta dritto al cuore. Perché solo le persone semplici, in fondo, hanno in tasca la verità: come i bambini. E questa canzone può arrivare, deve arrivare, anche a loro.

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Ogni tanto ho voglia di star solo per cambiare l’aria ai miei pensieri. Non ho più l’età del primo volo ma mi sento sempre nato ieri. Io non devo dire sì a nessuno il mio cuore è di tutti un po’, se ogni tanto la vita è un tuono forse è un cataclisma o forse no. Ma potresti ogni tanto dirmi che mi ami, anche se lo so. Anche quando mi rilasso al mare faccio sogni che mi fan svegliare, io scherzavo e tu ti sei offesa, scusa amore mille volte scusa, perché tu sei la mia giustizia e hai ragione anche se non ce l’hai. Questo amore è un Dio che mi vizia ieri oggi e da domani in poi meglio fare un incidente al giorno che pentirsi per l’eternità. Ieri oggi e per sempre dichiariamoci vivi, colorando le ombre maltrattando i cattivi. È azzurra corrente in mare la valanga di un anno fa, ci dobbiamo fidare ieri oggi e per sempre. Raccontiamo questa bella storia a chi naviga nel suo bicchiere e a chi recita poesie a memoria digli com’è bello improvvisare. I bambini fra lupi e stelle hanno in tasca la verità, quando i vecchi han voglia di ballare fan miracoli di acrobazia. Ogni tanto ho voglia di star solo per tornare a risentirti mia. Ieri oggi e per sempre… Dichiariamoci vivi, colorando le ombre maltrattando i cattivi. È azzurra corrente in mare la valanga di un anno fa, ci dobbiamo fidare ieri oggi e per sempre.

IL TEMPO DI GUARDARE LA LUNA

Qui invece torno al lato più intimista del mio comporre, con l’orchestra che evoca mondi lontani e una melodia che accarezza gli struggimenti dell’età adulta. Valerio nel testo ha osato guardare oltre il previsto, cantando l’amore anche nell’invecchiare insieme. “E quando avremo il tempo di guardare un po’ la luna / Dimmi che tu avrai per sempre il fremito nei fianchi / Quando avrò voglia di te / malgrado due capelli bianchi”. Nel 2014 in cui si corre sempre e non si ha mai tempo per noi, questa canzone si prende tempo e viaggia in esso. Anche in musica, restando sospesa, perché il centro del brano è dentro noi, non nelle apparenze esteriori di una vita di corsa.

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Se un giorno avremo tempo di guardare la luna e quando avremo insieme molti anni in più, prometti di inventare giochi nuovi ancora per farmi innamorare ogni mattina, giura. Se un giorno avremo il tempo di guardare la luna quando i cuccioli vedranno i nostri film, noi ragazzi di una volta, tu dirai ridendo volevamo come voi cambiare il mondo. E quando avremo il tempo di guardare un po’ la luna nel profumo della notte in qualche autunno di collina, dimmi che tu avrai per sempre il fremito nei fianchi, quando avrò voglia di te malgrado due capelli bianchi tanto, dovunque tu sarai io ci sarò. Oggi manca il tempo per guardare la luna si rincorre ogni domani che va via, si vive nella fretta con il cuore in gola, la persona che più ami spesso è sola. Ma quando avremo il tempo di guardare un po’ la luna, respirando un po’ di vento in qualche isola lontana, dimmi anzi prometti, fammi questo giuramento, di cambiare sempre insieme piano, piano ma non tanto tanto, ovunque tu sarai io ci sarò… strum. io ci sarò.

BUGIE

Valerio sceneggiatore di piccoli film, in modo qui molto intrigante. Un amore clandestino, la voglia di evadere dalle sue bugie, un finale inatteso e molto umano. Per valorizzare le intuizioni di Valerio ho colorato la musica di suggestioni contemporanee nelle strofe, e di grande partecipazione emotiva nel refrain: per interpretarla come il personaggio del suo film, diviso fra le maschere di ogni giorno e la voglia di uscirne forse senza riuscirci. Perché l’uomo è fragile, e bisogna cantare anche la nostra fragilità. “Non esiste di dividersi a metà / niente è solo buio e niente solo libertà / Sono io il ladro della vita mia / …Ma lei non mi ha fermato / le avrei detto l’ultima bugia”.

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Stasera ho appuntamento con quell’altra e a te l’ennesima bugia. Ed entro con la chiave nel suo mondo come fosse casa mia, ma è per dirle che con lei finisce qui, che era in prestito il mio cuore, che il mio amore è un dopobarba che non sentirà mai più e che insomma hai vinto tu. E lei mi guarda come nessun’altra mi ha guardato in vita mia e chi vorrebbe mai sentirsi dire: il nostro amore è una bugia ma risponde che le regole le sa che non c’era alternativa e che lei tanto lo sentiva e forse è meglio e così via è la sua parte di bugia. L’anima ed il corpo insieme fanno la realtà, non esiste di dividersi a metà, luna e sole vanno via, e niente è solo buio e niente solo libertà. Ma in fiume un altro fiume non ci sta, tutto scorre e niente va e non si può inventare troppo amore senza ritrovarsi soli. Quell’ultima parola sulla porta non è mai la verità… strum. e guardo l’orologio per istinto ma non conta che ora sia, lo so che non mi aspetti così presto quando sto a dormire via, ma ho bisogno di un barlume d’armonia in un letto più sereno senza la clessidra in mano e di un perdono che non sai per un uomo che non hai. L’anima è del corpo e stiano insieme e così via e Dio voglia che tu non lo sappia mai di adorare una bugia. Stacco un altro quadro per far posto alla realtà sono io il ladro della mia vita è bastato dirle addio. Nient’altro che una donna alla finestra, sotto un cielo complicato ma lei non mi ha fermato, le avrei detto l’ultima bugia, l’ultima bugia…

GOCCE NEL MARE

Questo testo Valerio l’ha finito poco prima del Natale 2012. E’ stato l’ultimo testo che ha scritto. E aveva un’enorme importanza, per lui che voleva che con questo album si riconoscesse a Facchinetti/Negrini la capacità di scrivere (e aver scritto) in modo cantautorale. Anche per questo ho voluto dare a questo brano una collocazione particolare, in scaletta, come ultimo pezzo cantato dell’album. Qui c’è una storia, molto profonda e complessa, e c’è anche il commento ad essa: dentro una scrittura d’autore ora in soggettiva, ora introspettiva, ora descrittiva. “A volte c’è un contatto miracoloso tra collisione e magia / Se arrivederci si scrive addio hai perso il volo”: questi versi non sono solo il commento alla vicenda della protagonista, ma segnalano che questa storia è tante storie, che lei è una di noi, che le sue paure appartengono anche alle nostre scelte. Da compositore ho assecondato il testo in modo essenziale, cercando atmosfere precise, puntando su un cantato dai colori non convenzionali e anche su tagli metrici che non si usano, di solito, nel pop. Nella parte strumentale del pezzo riappare la voce di Valeria Caponnetto Delleani, ad aggiungere fascino e magia all’insieme.

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Col temporale in testa nell’alba viola, torni da sola in città. Sei l’interno di una noce quel che si dice è dura darle un’età. Lampi d’estate, scampi e follie ti pesi nuda, trattieni il fiato bolla gonfiata di vuoto. C’erano in aria, stelle e zanzare è da due gocce che nasce il mare, perché gli hai detto di no? Lui sa sognare la perla nel guscio la vede ha un viso un po’ triste che ride che vuoi di più vai. Se per lui sei la luna il vapore d’amore è fortuna. Non puoi vivere sempre nascosta no che non puoi, mai. Dopo la tempesta in due gocce il mare siete voi. Il tempo è un fiume stretto pericoloso distrugge i ponti e va via, ma a volte c’è un contatto miracoloso tra confusione e magia. Se arrivederci si scrive addio, hai perso il volo e i documenti dove c’è scritto chi sei. Insieme al bar il diavolo e Dio tirano a sorte coi sentimenti, giocano a bocce coi cuori. Lui ti cantava la canzone che al mondo mancava. L’emozione se c’è ci ritrova prima o poi. Se per lui sei la luna il vapore d’amore è fortuna non puoi vivere sempre nascosta no che non puoi, mai. Dopo la tempesta in due gocce il mare siete voi. strum. Se per lui sei la luna il vapore d’amore è fortuna non puoi vivere sempre nascosta no che non puoi, mai. Dopo la tempesta in due gocce il mare siete voi. Dopo la tempesta in due gocce il mare siete voi.

POETA (Strumentale)

Quando Valerio se n’è andato, ho sentito l’esigenza di dedicargli qualcosa. E il modo più congeniale per me di dedicare è attraverso la musica: componendo. “Poeta” è un susseguirsi di varie declinazioni di due temi portanti, con la mia voce e la voce della soprano Valeria Caponnetto Delleani che si fanno strumenti, per dialogare con l’Oltre. Nella partitura ci sono piccole eco della strada musicale percorsa con Valerio, ci sono dolore e commozione, speranza e rinascita. E’ un mondo di colori che cantano in coro una melodia molto mia, ed evocano dolcezza, intensità, vigore. E nel finale la melodia si spezza per lanciare uno sguardo al Cielo e dire che il mio mondo è qui, in questo spartito. Per te, Valerio, amico mio.

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Quando hai deciso di timbrare prima del previsto il tuo passaporto per le stelle, amico mio, c’è stato tanto silenzio, in me. Però sapevo una cosa: che tu a questo disco tenevi tantissimo.

E allora ho cercato di finirlo attraversando il dolore, mettendo a frutto i tuoi consigli, anzi immaginandomi cosa mi avresti detto e suggerito. Lavorando a quattro mani, insomma, come sempre abbiamo fatto.

Ora l’album è finito, esiste, e credimi: ho avvertito più volte la tua presenza alle mie spalle, mentre lavoravo ai brani.

Se sono riuscito a portare questo lavoro fino in fondo lo devo anche a te, Valerio.

Ora non resta che farlo suonare, questo disco: dovunque tu sia, la musica ti raggiungerà. E sarà il mio modo di gridarti sempre, per sempre…

Ciao Valerio, poeta immenso, amico di una vita.

                                                                                                   Roby
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