
Biografia – Roby Facchinetti nasce a Bergamo il 1° maggio del 1944. La sua famiglia è semplice e solida come nelle migliori tradizioni dell’Italia che sa costruire e costruirsi e oltre a circondarlo di affetto gli dona valori concreti permettendogli al contempo la libertà di inseguire i suoi sogni che fin da subito hanno un nome ben preciso, la musica. Del resto Roby è nipote d’arte, il nonno era compositore e direttore di un coro polifonico. Il piccolo Camillo (vero nome di Roby) inizia così a suonare a quattro anni, cimentandosi con un organetto a bocca. E attraverso questo piccolo strumento ha la folgorazione definitiva: “Lì ho capito la magia di comunicare tramite uno strumento”, racconta. “E ho capito che quella doveva essere la mia vita: del resto amavo andare alla Messa perché rimanevo incantato dal suono dell’organo. Ho iniziato a servire le funzioni apposta per avvicinarmi ad esso…” A sei anni per Roby è già tempo di lezioni ufficiali di fisarmonica, dal Maestro Ravasio, e quando impara la scala di Do con tutti i suoi valori, e pure il solfeggiarla in un’ora di lezione, è chiaro che sarà musica per tutta la vita. Tanto che Ravasio lo dice subito, sornione, alla mamma di Roby: “Mi sembra di sapere cosa farà questo bimbo da grande…”
Il pianoforte, il suo “vero” strumento, Roby lo incontra poco dopo, a dieci anni e già a undici sulla tastiera inizia a comporre, rafforzando la propria voglia di vivere suonando, pensando e magari anche dirigendo musica. Agli studi però Roby abbina una sana gavetta, lavorando in numerosi gruppi e girando l’Italia con loro. E dopo un veglione di inizio estate sul terrazzo del Grand Hotel di Rimini, viene scritturato per un’intera stagione a La Stalla di Riccione, uno dei locali più importanti della metà degli anni Sessanta. Nel marzo del 1966, mentre suona con Pier Filippi e Les Copains, conosce il neonato gruppo dei Pooh (nato a Bologna da un’idea di Valerio Negrini) che gli propone di sostituire il tastierista inglese Bob Gillott, nella band per pochissimi mesi. Così che Facchinetti entra nei Pooh e debutta con loro al Moulin Rouge di Cattolica (senza fare prove!) mancando in pratica solo il 45 giri d’esordio della band. Una band di cui sarà colonna portante, compositore principale e – a partire dal 1974, con brani quali “Credo” e “Oceano” – anche la voce solista più riconoscibile, a marchiare a fuoco successi immortali molti dei quali peraltro scritti da lui stesso con Valerio Negrini (“Dammi solo un minuto”, “Chi fermerà la musica”, “Non siamo in pericolo”, “Uomini soli” portata a vincere Sanremo, e nel mondo con la voce di Dee Dee Bridgewater).

Il compositore Facchinetti, che nel tempo lavora anche con grandi interpreti (Riccardo Fogli, Milva, Marcella, Fiordaliso) crea con i Pooh il genere inedito per l’Italia del pop-rock sinfonico, fondendo gusto per la melodia, studi classici e intuizioni personali moderne. Sono infiniti i capolavori scritti da Roby per e con i Pooh, sulle liriche dell’amico Negrini ma anche di Stefano D’Orazio. E infinite sono le canzoni sue che con la band approdano nelle hit, oltre a quelle già citate basti pensare a “Piccola Katy”, “Pensiero”, “Tanta voglia di lei”, “Nascerò con te”, “Noi due nel mondo e nell’anima” (incisa anche da Mina), “Linda” (che spopola anche all’estero come primo successo di Miguel Bosé), “Rotolando respirando”, “Notte a sorpresa”, “Cosa dici di me”, “La mia donna”, “Se nasco un’altra volta”, “Giorni infiniti”, “Tu dov’eri”, “Senza frontiere”, “La donna del mio amico”, “Amici per sempre”, “Dimmi di sì”, “Il cielo è blu sopra le nuvole”, “Puoi sentirmi ancora”, “Ascolta”, “Amica mia”, “Vento nell’anima”.
La sua verve di compositore dal gusto classico lo porta poi a scrivere suite e strumentali che danno ulteriore originalità ai Pooh, rappresentandone per molti i vertici assoluti: tra i numerosi titoli a suite, classicheggianti o moderni, spiccano “Parsifal”, “Il tempo una donna la città”, “Opera prima”, “Alessandra”, “Padre del fuoco padre del tuono padre del nulla”, “Se sai se puoi se vuoi”, “L’ultima notte di caccia”, “Grandi speranze”, “Inca”, “Domani”, “Questo sono io”, “Dove comincia il sole”. Tra gli strumentali, “Viva”, “Mediterraneo”, “Quinta stagione”, “Concerto per un’oasi”, “Forse ancora poesia”, “La gabbia”, “Risveglio”, “Odissey”, “Fantastic fly”: questi ultimi quattro scritti come colonne sonore di fortunati sceneggiati Rai. Nella produzione di Roby con i Pooh spiccano poi anche esperimenti particolari, come “Solo voci” a cappella o piccoli gioielli di solismo adatti al piano e voce quali “…In concerto” e “Ali per guardare, occhi per volare”.
Dopo la scomparsa prematura di Valerio Negrini, Roby con i Pooh dedica all’amico il live di “Opera seconda”, realizzazione del sogno comune di rileggere la band con orchestra sinfonica: faccenda che valorizza ulteriormente la cifra compositiva di Facchinetti, il quale recupera per l’occasione brani come “Sara nel sole”, “Quaderno di donna”, “E’ bello riaverti”, “Eleonora, mia madre”, “Infiniti noi”, sottolineando ulteriormente la sua personalità artistica.
Con i Pooh, e soprattutto seguendo gli stimoli testuali di Stefano D’Orazio, Roby ha infine esplorato anche la composizione per la scena teatrale. Realizzando coi colleghi “Pinocchio” (musical tra i più importanti della storia italiana, approdato perfino a Broadway) ed “Aladin”, e da compositore unico le partiture di “Zorro”.
Da solista Roby realizza due album. Il primo, “Roby Facchinetti”, esce nel 1984 e mescola suoni moderni all’orchestra, tra significativi episodi strumentali (“Holiday Inn”, “L’anno della tigre”) e canzoni che colpiscono (“Due belle persone”, “Gente di scena”). Il secondo, “Fai col cuore”, viene pubblicato dieci anni dopo, sempre con orchestra sinfonica ma con un’attenzione maggiore a sviluppare melodicamente la forma canzone: per firmare gioielli dai testi raffinati quali “Vivrò”, “Anima e corpo”, “Perché non si vive per sempre”, “Più di un giorno in più” e la goliardica “Facciamo una canzone”, autobiografia del duo Facchinetti-Negrini nella quale torna a cantare dopo ventitre anni (e purtroppo per l’ultima volta) anche Valerio Negrini. Di recente Roby ha anche composto brani per colonne sonore di documentari di spessore, come quello dedicato a Leonardo da Vinci; inoltre ha composto canzoni legate alla propria esperienza di fede, come l’“Alleluja” dedicato nel 2000 a Giovanni XXIII in occasione della sua beatificazione.

Ma la musica invade la vita di Roby anche fuori dal palco. Sul fronte classico (anzi lirico), le sue passioni sono Verdi, Rossini, Puccini, Donizetti e Mascagni. Sul piano del rock predilige Elvis, Beatles, Stones, le band che cambiarono la musica nei ’70 (Genesis, Yes, Emerson Lake & Palmer), e poi ancora Stevie Wonder, Police, Michael Jackson e le voci di Barbra Streisand e Diana Ross. In Italia si dirige verso il cantautorato d’alto bordo (Paoli, Endrigo, Tenco, De Gregori, De André, Baglioni) come verso il grande pop tricolore a volte virato nel rock (Celentano, Mina, Vasco, Eros, Zucchero, Tiziano Ferro).
Oltre la musica non c’è comunque poco. C’è una famiglia, costruita ed amata sull’esempio dei suoi genitori, da quasi trent’anni sostenuta con Roby dall’affetto e dal calore dell’amata moglie Giovanna e con cinque eredi: Alessandra, Valentina, Francesco, Roberto e Giulia. Alessandra (che cantò con Roby da bimba in un brano di successo, “Din din din”) ha lanciato il nome Facchinetti nel mondo della moda a livello universale; mentre Francesco ha condiviso la passione del padre per la musica con dischi di grande eco a livello giovanile e un’avventura sanremese addirittura con papà Roby al fianco.
Poi c’è l’Atalanta, per cui Roby ha composto e cantato due inni ufficiali (“Atalanta Azzurra” e “Dea”), ma anche una simpatia per il Milan, tradizione di famiglia, e… per l’Inter, in modo da non deludere del tutto l’interista Francesco. C’è lo sport praticato, ogni mattina alle sette jogging e poi palestra, per curare il corpo e favorire l’ispirazione. C’è l’amore per la buona cucina e soprattutto la passione per i vini, di cui è intenditore e tra i quali consiglia i rossi (che contengono i tannini anticancerogeni) e gli italiani (grazie alle nostre leggi, tutti di qualità garantita). I vini li colleziona anche: in cantina Roby allinea oltre 2500 bottiglie, prevalentemente da invecchiamento, o provenienti da produzioni minori ma di sicuro pregio. Naturalmente, dice lui ridendo, prima o poi le berrà tutte: ma solo con gli amici, ed ovviamente senza mettere mai a repentaglio la lucidità dell’ispirazione.
Infine (ma è anch’essa per Roby passione totalizzante) c’è il cinema: dallo stravisto “La valle dell’Eden” dell’idolo James Dean all’arte di Pasolini, da Brando, Nicholson e De Niro a Sordi e Totò, dal Neorealismo di De Sica ai sogni di Fellini.
Tutte faccende, queste, che in qualche modo comunque rimandano al centro musicale della vita di Roby Facchinetti. Giacché aiutano, stimolano e favoriscono un’ispirazione costante, variegata e feconda: che da qualche mese, fra un
tour e l’altro, sta sviluppandosi anche dentro il terzo progetto solista di Roby, un disco per lui molto sentito ed importante previsto in uscita il 18 Marzo 2014 dal titolo “Ma che vita la mia”.
Roby Facchinetti ha vinto il Premio Mia Martini “Alla carriera”, che ha ritirato a Bagnara Calabra (Reggio Calabria) il 4 ottobre 2014. Il premio è stato istituito a memoria della cantante nella città che le diede i natali.
Sempre nel 2014 il famoso rapper americano 50 Cent ha inserito nel suo ultimo singolo “Everytime i come around” la parte strumentale di “Io e te per altri giorni”, canzone dei Pooh composta da Roby Facchinetti e Valerio Negrini e contenuta nell’album del 1973 “Parsifal. 50 Cent e’ uno dei rapper più famosi e importanti a livello mondiale. Il suo produttore Quincy Jones, e’ tra i musicisti più celebrati di sempre, specie nell’ambito della black music, nonché produttore di altri grandi artisti tra cui Michael Jackson.
Il 2015 si apre con la partecipazione in veste di coach, insieme al figlio Francesco, alla trasmissione televisiva “The Voice of Italy”, ricevendo anche una nomination come personaggio televisivo dell’ anno. Il programma è andato in onda dal 25 febbraio al 27 Maggio giorno della gran finale, dove il cantante capitanato da Roby e Francesco, Fabio Curto, ha vinto la terza edizione di “The Voice of the Italy”.
Roby ha anche realizzato in questo periodo una breve sit-com in collaborazione con Francesco “I Facchinetti’s”, interpretando dei divertentissimi ruoli.
Durante l’ estate Roby ha partecipato come ospite speciale nei prestigiosi concerti “Parsifal.. e Un po’ del mio tempo migliore”, che vedevano sul palco una grandissima orchestra sinfonica e diversi cori, per un totale di 180 elementi, diretti magistralmente dal maestro Leonardo Quadrini.
La dimensione sinfonica continua così ad accompagnare il suo cammino, mentre si avvicina un anniversario destinato a riportare al centro la storia dei Pooh.
Il 2016 è un anno che racchiude cinquant’anni di musica e di vita. Roby torna sul palco con Dodi Battaglia, Red Canzian, Stefano D’Orazio e Riccardo Fogli per festeggiare il compleanno dei Pooh, ritrovando nella formazione a cinque anche un pezzo importante dei suoi inizi. A febbraio il gruppo è ospite al Festival di Sanremo; a marzo Rai 1 dedica alla loro storia la serata “Pooh – Amici per sempre”, condotta da Carlo Conti. Poi arrivano gli stadi, l’Arena di Verona, i palasport: luoghi diversi nei quali le canzoni tornano a incontrare le persone che le hanno accompagnate per una vita.
Il viaggio di “Reunion – L’ultima notte insieme”, raccontato anche nell’omonimo progetto discografico del cinquantenario, si conclude il 30 dicembre all’Unipol Arena di Bologna. È il concerto scelto per salutare il pubblico e chiudere l’attività del gruppo, nella città in cui tutto era cominciato. Un passaggio importante anche per Roby, che porta con sé quel patrimonio di amicizia e canzoni mentre si prepara a dare spazio ad altre idee.
Una di queste ha la voce di un amico ritrovato. Nel 2017 Roby e Riccardo Fogli realizzano “Insieme”, pubblicato il 3 novembre: otto inediti e tre brani della loro storia, riletti attraverso l’incontro delle due voci. Roby cura la produzione artistica e firma le musiche dei nuovi brani, nei quali trovano posto anche parole lasciate da Valerio Negrini. Il rapporto con Valerio continua così a vivere dentro nuove canzoni, accanto al lavoro con Stefano D’Orazio e con gli altri autori del disco. Il 10 dicembre, a Ravello, Roby riceve il Premio Tarì, un riconoscimento che richiama proprio la sua capacità di far incontrare la musica pop con il linguaggio sinfonico.
Nel febbraio 2018 Roby e Riccardo partecipano al Festival di Sanremo con “Il segreto del tempo”, composto da Roby su testo di Pacifico. La canzone entra nell’edizione speciale di “Insieme” e accompagna il successivo percorso dal vivo. “Insieme in tour” unisce i successi dei Pooh, le esperienze soliste e il nuovo repertorio: un modo per raccontare due cammini diversi che hanno conservato radici comuni. Il progetto arriva anche in Canada nel gennaio 2019; nello stesso anno Roby riprende il proprio percorso sul palco con “Inseguendo la mia musica”.
Nel marzo 2020 la musica entra nella vita di Roby con un’urgenza nuova. L’Italia è in lockdown e Bergamo sta attraversando i giorni più dolorosi della pandemia. Chiuso in casa con la famiglia, vede in televisione la colonna dei camion militari che trasportano le bare dei suoi concittadini. Fra le persone scomparse ci sono anche amici e parenti. Il dolore lo porta al pianoforte: in pochi minuti nascono una melodia e il titolo “Rinascerò, rinascerai”. Telefona a Stefano D’Orazio, che si trova a Roma e conosce bene Bergamo, dove ha vissuto a lungo. Gli affida la musica e il desiderio di fare qualcosa per la città; Stefano risponde scrivendo le parole di una canzone che tiene insieme lutto, speranza e volontà di reagire.
Il lockdown impedisce di ritrovarsi in studio. La canzone prende così forma attraverso una partecipazione interamente a distanza: ciascuno registra da casa la propria parte e invia i file, che vengono poi riuniti. Danilo Ballo cura l’arrangiamento, Marco Barusso il mixaggio; Daniele “Vava” Vavassori coinvolge le voci bergamasche per il coro, al quale partecipa anche Valeria Caponnetto Delleani, mentre Diego Arrigoni dei Modà suona le chitarre del finale. In pochi giorni, persone separate fisicamente riescono a costruire un’unica esecuzione. Quel coro che cresce attorno alla voce di Roby porta nella registrazione il senso di una comunità che vuole farsi sentire, anche dalle proprie case.
Anche il video nasce raccogliendo contributi a distanza. Vava e Antonio Iorio ne curano il montaggio, accostando le immagini di Bergamo ai volti di chi partecipa al progetto. Giovanna, volontaria dell’ABIO, aiuta Roby a coinvolgere il personale dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII: medici e infermieri compaiono accanto ai bambini e a tanti volti legati alla città. Ci sono il figlio Francesco, Sofia Goggia, Giorgio Pasotti, Paola Turani, l’allenatore Gian Piero Gasperini e i calciatori dell’Atalanta. Le fotografie diventano un modo per ritrovarsi e riconoscersi, mentre non è possibile incontrarsi e abbracciarsi.
Pubblicata il 27 marzo, “Rinascerò, rinascerai” supera rapidamente i confini del pubblico abituale di Roby. Il 3 aprile Billboard Italia documenta già oltre nove milioni di visualizzazioni del video e rilancia l’intervista dedicatagli dall’edizione americana. Arrivano ascolti e messaggi anche dall’estero, e dalla stessa Bergamo giungono testimonianze di persone ricoverate che trovano conforto nella canzone. Per Roby è uno dei momenti più significativi della propria storia: la musica scritta nella solitudine di casa diventa una voce condivisa, capace di accompagnare il dolore di una città e di raggiungere chi sta vivendo la stessa paura lontano da lì.
Alla partecipazione emotiva si unisce un impegno concreto. I proventi del progetto, dai download ai diritti d’autore ed editoriali e ai ricavi del video, vengono destinati all’Ospedale Papa Giovanni XXIII per l’acquisto di attrezzature mediche; anche la SIAE rinuncia alle proprie provvigioni. L’iniziativa invita inoltre alle donazioni dirette all’ospedale. È un’opera collettiva nata nell’emergenza, nella quale il lavoro di Roby e Stefano incontra quello dei musicisti, dei tecnici e delle persone che hanno prestato il proprio volto.
Nel giugno 2020 questo desiderio di reagire trova una nuova espressione a Castelfranco Veneto. Roby partecipa al concerto “Rinascerò, rinascerai”, nel progetto “Tra terra e cielo” del maestro Diego Basso, con l’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana ai piedi delle mura medievali. L’esibizione viene realizzata senza pubblico, ripresa e proposta online il 14 giugno sui canali di Art Voice Academy. Roby canta il brano in una veste orchestrale preparata da Basso e ritrova anche “Pierre”. La piazza vuota e la musica che torna a risuonare rendono visibile la condizione di quei mesi: gli artisti possono nuovamente suonare insieme, mentre l’incontro con gli ascoltatori passa ancora attraverso uno schermo. Da questa esperienza nascerà il progetto “Symphony”.
In settembre Roby si presenta al pubblico con due lavori che raccontano, ciascuno a suo modo, quanto la musica possa entrare nella vita. Il 22 esce per Sperling & Kupfer “Katy per sempre”, il suo primo romanzo, nel quale le canzoni accompagnano le vicende e le scelte di una donna. Il 25 arriva “Inseguendo la mia musica”: due CD registrati dal vivo durante il tour del 2019 e un terzo disco con “Rinascerò, rinascerai” e quattro nuovi brani. Ci sono “Fammi volare”, “Invisibili” e “L’ultima parola”, scritti con Stefano, e “Cosa lascio di me”, che vede l’incontro fra la musica di Roby e il testo dell’autrice Mariafrancesca Polli. Nello stesso anno Roby compare anche nel film “Un figlio di nome Erasmus”.
Il 6 novembre 2020 arriva la perdita di Stefano D’Orazio. Dopo Valerio, un altro compagno di musica e di vita lascia un vuoto profondo. Restano le canzoni, le parole e il lavoro condiviso: un legame che continuerà a trovare spazio nei progetti di Roby e nel ricordo dei Pooh.
Il legame con Diego Basso prosegue anche nell’appuntamento natalizio “Art Voice Christmas Songs”, registrato al Teatro Accademico di Castelfranco Veneto senza pubblico e trasmesso online il 20 dicembre 2020. Roby interviene in collegamento video, mentre le voci di Art Voice Academy eseguono “Rinascerò, rinascerai”.
La canzone continua intanto il proprio cammino. Nel 2021 Johan de Meij ne realizza l’arrangiamento per orchestra di fiati, voce e coro, con versioni del testo anche in inglese e spagnolo. Il progetto, promosso dal mondo bandistico bergamasco e italiano, permette alle bande di far entrare quel messaggio nel proprio repertorio, proseguendo l’iniziativa solidale per l’ospedale.
Il ritorno ai concerti del 2021 si accompagna a un titolo che esprime bene il senso della ripartenza: “La musica è vita”. Roby è anche ospite di “La mia Terra”, il progetto ideato da Diego Basso che il 24 luglio porta la musica nel Bosco degli Artisti di Falcade. Il 27 agosto, nuovamente a Castelfranco Veneto, presenta con il maestro la prima integrale dal vivo di “Roby Facchinetti Symphony”, questa volta davanti al pubblico. Il 16 ottobre riceve il Premio Pierangelo Bertoli al Teatro Storchi di Modena; il 26 novembre pubblica l’album “Symphony”, dando forma discografica al percorso cominciato durante la sospensione dei concerti.
Accanto a lui ci sono il maestro Diego Basso, che cura gli arrangiamenti e la direzione, l’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana e la Budapest Art Orchestra, con la partecipazione del soprano Claudia Sasso. Il repertorio dei Pooh e quello solista si incontrano con cinque inediti. Prosegue anche la collaborazione con l’autrice Mariafrancesca Polli, che firma i testi di “La musica è vita”, “Che meraviglia” e “Se perdo te”, sulle musiche di Roby. A questi si affiancano “Grande madre”, su parole di Stefano D’Orazio, e lo strumentale “Respiri”. Nel 2022 questo lavoro prosegue nei teatri con il “Symphony Tour”, che prende il via da Bergamo il 22 marzo e coinvolge anche i giovani musicisti della Ritmico Sinfonica Young Orchestra. La collaborazione con Basso comprende anche altri appuntamenti: nel luglio dello stesso anno Roby è fra gli ospiti del gala di Vicenza dedicato a Paolo Rossi e ai quarant’anni della vittoria italiana ai Mondiali del 1982.
È un periodo in cui l’affetto del pubblico si esprime anche attraverso il legame con le comunità. Nel 2022 Roby riceve la cittadinanza onoraria di San Giuliano del Sannio e di Stalettì; nel settembre 2023 ritira quella di Mileto. Riconoscimenti che affiancano al valore della sua musica quello della vicinanza dimostrata alle persone.
Il 2023 riporta al centro anche la storia dei Pooh. Il 7 febbraio Roby, Dodi, Red e Riccardo tornano come ospiti al Festival di Sanremo, con un momento dedicato a Stefano sulle note di “Uomini soli”. Il 15 febbraio Rai 1 trasmette “Pooh – Un attimo ancora”, il docufilm diretto da Nicola Conversa: ricordi, immagini e testimonianze che permettono anche ai più giovani di avvicinarsi alla vita del gruppo.
Il ritorno sul palco con “Amici x Sempre” diventa un grande successo di pubblico. San Siro registra il tutto esaurito, come le tre serate all’Arena di Verona; il viaggio attraversa anche lo Stadio Olimpico di Roma, i teatri all’aperto e i palasport. Nel bilancio pubblicato dai Pooh al termine del tour italiano del 2023, le venti date contano diciotto sold out e oltre duecentocinquantamila spettatori. Sono numeri che danno misura dell’attesa e dell’affetto ritrovato: davanti al palco ci sono le persone cresciute con quelle canzoni, insieme ai figli e ai nipoti. Il percorso prosegue poi in Nord America.
La richiesta del pubblico porta a una nuova estate di “Amici x Sempre” nel 2024, con due serate sold out alle Terme di Caracalla di Roma. Il percorso tocca Piazza San Marco a Venezia e gli altri luoghi del tour, fino alla conclusione a L’Aquila. A Marostica il doppio tutto esaurito accompagna due concerti speciali con l’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana diretta da Diego Basso: la collaborazione sinfonica di Roby si intreccia così anche con il ritorno dei Pooh. La dimensione di festa collettiva accompagna ancora una volta il gruppo, e le canzoni passano da una generazione all’altra attraverso migliaia di voci. Il concerto veneziano diventa anche uno speciale televisivo, trasmesso da Canale 5 il 4 gennaio 2025.
Per Roby il 2024 è anche l’anno degli ottant’anni, compiuti il 1° maggio. Pochi giorni prima, il 23 aprile, esce “Che spettacolo è la vita. La mia storia”, pubblicato da Sperling & Kupfer. Questa volta è lui a raccontarsi, tornando all’infanzia, alla famiglia, agli incontri e al lavoro di una vita. Accanto ai grandi palchi ci sono Giovanna, i figli, gli affetti e il ricordo delle persone con le quali ha imparato a diventare musicista. Un racconto che riporta il lettore vicino a quel bambino di Bergamo da cui tutto ha avuto inizio.
Il 28 marzo 2025 esce per Warner Music Italy “Parsifal – L’uomo delle stelle”. È il compimento di un desiderio che accompagna Roby da oltre mezzo secolo. Le radici sono nella suite dei Pooh del 1973, quando Valerio Negrini gli propone di dare voce al cavaliere del Graal. Quel personaggio e la possibilità di raccontarne la vicenda in musica rimangono con lui, anche dopo il successo del disco: la storia sembra chiedere uno spazio più ampio di quello di una sola suite.
Nel 2012 Roby e Valerio iniziano a lavorare a un’opera completa e scrivono i primi due brani. La morte di Negrini, nel gennaio 2013, interrompe quel percorso. Dopo la reunion del cinquantenario Roby ne parla con Stefano D’Orazio, che decide di condividere l’avventura. Dal gennaio 2017 al settembre 2020 i due lavorano alla composizione e al libretto, fino a completare la scrittura. Quando Stefano muore, il 6 novembre 2020, la parte creativa realizzata insieme è dunque già conclusa. Roby prosegue portando con sé il lavoro lasciato da entrambi gli amici e l’impegno di condurlo fino alla pubblicazione.
Seguono gli anni necessari a trasformare quelle pagine in un’opera discografica: gli arrangiamenti di Danilo Ballo, le registrazioni delle voci e delle orchestre, i missaggi e le rifiniture. Alla Budapest Art Orchestra e all’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana, dirette da Diego Basso, si affiancano i musicisti e gli interpreti dei personaggi. Roby compone le musiche, suona il pianoforte e dà voce a Parsifal. I temi della suite originaria ritornano dentro la nuova partitura, creando un legame riconoscibile con il 1973.
Il risultato è un’opera-prog in due atti, con quarantaquattro tracce e oltre due ore di musica. Il Parsifal raccontato da Stefano diventa un uomo più vicino all’esperienza di chi ascolta: conosce l’amore, il matrimonio e la paternità, attraversa il dolore e si interroga sul senso della guerra. Anche la ricerca del Graal assume una lettura personale, rivolta alla parte migliore dell’essere umano. Il rock, la melodia e l’orchestra permettono a Roby di seguire questa storia oltre i confini della canzone, alternando racconto, voci e pagine strumentali.
La pubblicazione restituisce così al pubblico un lavoro nato in tempi diversi con Valerio e con Stefano, e portato a compimento da Roby dopo la loro scomparsa. Per lui “Parsifal – L’uomo delle stelle” è anche una promessa mantenuta ai due amici: le parole che gli hanno affidato, unite alla sua musica, danno finalmente voce all’intero racconto immaginato insieme.
Nel 2025 prosegue anche l’esplorazione sinfonica delle sue composizioni. Il 28 aprile Roby è presente al Teatro Ristori di Verona per “Symphony – Musiche di Roby Facchinetti”, affidato all’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana e al Coro Lirico Giovanile di A.LI.VE., sotto la direzione di Diego Basso. In questa rilettura sono l’orchestra e il coro a portare in primo piano la scrittura musicale. Alle presentazioni di “Parsifal” si affiancano gli incontri con il pubblico: nel giugno 2025 Roby riceve la cittadinanza onoraria di Pizzo e torna a Mileto per una masterclass al Cantiere Musicale Internazionale, condividendo la propria esperienza con chi sta costruendo il suo futuro nella musica.
Nel 2026 i Pooh raggiungono i sessant’anni e Roby torna a festeggiarli con Dodi, Red e Riccardo. Il 28 febbraio il gruppo si esibisce durante la finale di Sanremo, sul palco di Piazza Colombo, e riceve un premio alla carriera. Anche la discografia accompagna questo anniversario con “Pooh 60 – La nostra storia”: un’antologia che raccoglie settantacinque brani scelti dai musicisti e quattro omaggi di Negramaro, Modà, Finley e Le Vibrazioni. A maggio la Repubblica di San Marino dedica alla band un francobollo e una moneta commemorativa.
Il 14, 16 e 17 maggio i festeggiamenti arrivano all’Arena di Verona, dove la musica dei Pooh incontra nuovamente l’orchestra diretta da Diego Basso. Il concerto del 16 maggio è al centro dello speciale di Canale 5 del 23 maggio, presentato da Michelle Hunziker, con Giuliano Sangiorgi, Noemi, Ermal Meta e Marco Masini. È un’altra occasione per vedere quelle canzoni passare da una voce all’altra, continuando a parlare anche ad artisti di generazioni diverse.
Durante l’estate “Pooh 60 – La nostra storia” attraversa l’Italia. Il 2 settembre, a Riccione, Roby ricorda i suoi esordi alla Stalla, ritrovando nei luoghi del presente una parte della propria giovinezza. Il 9 settembre, davanti alla Reggia di Caserta, si conclude il percorso estivo del gruppo.
Al 13 settembre 2026 il viaggio ha già altri appuntamenti annunciati: le due serate di Bergamo del 25 e 26 settembre apriranno il tour nei palasport; il 24 ottobre è in programma “Notte a sorpresa” all’Unipol Arena di Bologna, mentre novembre porterà i festeggiamenti anche in Nord America. Per Roby, che il 1° maggio ha compiuto ottantadue anni, la storia continua attraverso il lavoro, gli amici e quell’incontro con il pubblico che dà ogni volta una vita nuova alle canzoni.
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